Siracusa KAPUTT mundi
A volte anche una vacanza può trasformarsi in una vera e propria odissea.
Avendo un padre siracusano, sepolto presso la tomba di famiglia, mi sono recato nella città di Archimede per una breve vacanza, un intermezzo tra una residenza a Catania e il conclusivo periodo di residenza presso l’ormai famosissimo B&B che ospita la casa di un notissimo commissario televisivo nella fortunata serie fiction tv; il tutto finalizzato, se non altro, al deporre un fiore sulla sua lapide, e quella dei miei zii, e riposarmi dopo un anno intenso di lavoro.
Il traffico della città siracusana è qualcosa di così anarchico che difficilmente si può immaginare, se non vivendolo: scooteristi senza casco, scooter sovraccarichi di merce fino al ribaltamento, ancora scooter con tre/quattro persone a bordo, e automobilisti che circolano ignorando le più elementari norme non tanto del codice della strada, ma del buon senso stesso, e che sembra abbiano come unico fine quello di sterminare chiunque.
In questo traffico anarchico ho avuto un incidente, alle 12,40 del giorno 28 agosto 2011. Una cosa di pochissimo conto, del quale mi assumo la mia parte di responsabilità. E qui inizia la storia.
Dietro le due auto incidentate si ferma una terza auto con 7 (sette!) persone a bordo. Al fianco del guidatore siede la moglie, incinta oltre il settimo mese, senza cintura, con una bambina di tre/quattro anni in braccio; dietro, due anziane signore siedono senza cintura egualmente, reggendo in braccio altrettante ragazzine. Il guidatore scende e inizia ad investirmi di insulti ed improperi di ogni genere, dandomi del criminale, del maniaco, eccetera. Il tutto, onde dissimulare, in dialetto siciliano. Il signore evidentemente non poteva sapere che io parlo e capisco perfettamente il siciliano.
La signora alla guida dell’altra vettura coinvolta nell’incidente scende dall’auto, senza un graffio ma solo con un po’ di spavento, e si va a sedere all’ombra, per riprendersi. Il testimone improvvisato si avvicina alla signora e, credendo di non essere né sentito né compreso, dice in perfetto siciliano: “Signora, guardi che questi sono turisti, hanno tanti soldi. Faccia un po’ di scena, che così prende più soldi dall’assicurazione. E non si preoccupi che poi coi vigili ci penso io, dico che lei è stata quasi ammazzata”.
Detto fatto, arrivano ben 2 (due!) autovetture della Polizia Municipale con 6 tra sottufficiali e vigili semplici e iniziano in breve i rilevamenti. Ascoltano il testimone e prendono accurata nota di quanto egli dichiara. Dopodiché stilano il rapporto in breve, raccolgono le testimonianze di entrambe le controparti e, istantaneamente, senza nemmeno il vaglio di periti, decidono che siccome sono “straniero”, sono “del nord”, sono in piena colpa.
Incredibilmente, malgrado la signora stia bene e anzi sia solo accaldata e spaventata, viene chiamato il 118. In seguito a ciò, la Polizia Municipale decide su due piedi di sospendermi temporaneamente la patente, con verbale di BEN 39 euro e la soppressione di due punti sulla patente.
Si può ben immaginare il mio sconforto: essendo intestatario dell’auto presa a noleggio a Catania, senza patente, cosa potevo fare? Chiedo se sia possibile una valutazione a posteriori del tutto, visto che non ci sono feriti. La risposta è “venga domani al comando, vediamo che si può fare”.
La signora entra al pronto soccorso alle 13,15 e viene dimessa alle 14. Prognosi: stato di shock leggero, cinque giorni di mutua a casa.
L’indomani mi presento al comando della Polizia Municipale. 29 agosto 2011, ore 9,30. Città di Siracusa. 38 gradi. Città dedita al turismo. Come si veste un turista? Personalmente quel mattino ho indossato una camicia blu scuro a maniche corte e un paio di bermuda eleganti sotto il ginocchio.
Mi reco presso il comando PM e… vengo respinto come un alieno. Siccome ho i pantaloncini sotto il ginocchio, sono vestito in maniera indecorosa, scandalosa e non degna della dignità del luogo.
Sono senza parole.
Come in un film, dopo una mezz’ora entra una bellezza del luogo, procace e con una minigonna stretch che poco lascia all’immaginazione… ed entra senza problemi e sotto gli occhi ammirati di tutti.
Comunque, viene – esteriormente agli uffici – redatta domanda di restituzione della patente dalla Prefettura di Siracusa alla Prefettura di Firenze, città nella quale risiedo.
Me ne vado scornato e sinceramente frastornato. Mi sento come violentato.
Per concludere, è dal mio rientro a Firenze, 5 settembre, che telefono quotidianamente e in vari orari, dalle ore 9 alle 13, sia all’Ufficio Patenti del comando della Polizia Municipale, sia all’Ufficio Patenti della Prefettura di Siracusa. Ore di attesa, nessuno risponde. Nessuna notizia della mia patente ad oggi, 16 settembre.
Eccellenza signor Ministro Brunetta… un’occhiatuccia in quel del siracusano io la darei.










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